CODICE CER: 16 02 13

Il CODICE CER 16 02 13 identifica rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche o elettroniche fuori uso, contenenti componenti pericolosi. (RAEE). Come smaltirli? Scoprilo quì!

NOME COMUNE RIFIUTO: Rifiuti da apparecchiature elettriche o elettroniche fuori uso, contenenti componenti pericolosi (RAEE)

AZIENDE PRODUTTRICI: Uffici&Co-Working, Banche, Multinazionali, Ospedali, Uffici Pubblica Amministrazione, Società di Consulenza Finanziaria, Liberi Professionisti (Avvocati, Notai, Commercialisti, Ingegneri)

CODICE CER: 16 02 13

DESCRIZIONE TECNICA DEL CER: Rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche o elettroniche fuori uso, contenenti componenti pericolosi. (RAEE)

STORIA DEL RIFIUTO PRODOTTO

I Rifiuti da da apparecchiature elettriche o elettroniche fuori uso, contenenti componenti pericolosi (RAEE) rappresentano uno dei flussi di rifiuti individuati come prioritari dalle politiche dell’UE sia per la loro complessa composizione caratterizzata dalla presenza di sostanze pericolose sia per l’elevata produzione registrata negli ultimi anni.

MODIFICA FASE DI VITA DEL RIFIUTO

Ripensare il prodotto e di conseguenza le materie prime con cui è stato costruito è una delle mission di Omologhe Rifiuti, un grande impegno di ricerca ed innovazione che l’Azienda porta avanti con l’intento di non sprecare risorse.

PROLUNGAMENTO DELLA VITA UTILE DEL PRODOTTO
I RAEE, grazie al processo di rigenerazione, vengono reimmessi sul mercato a prezzi vantaggiosi.
Il settore del riciclaggio RAEE è fondamentale per lo sviluppo dell’economia circolare. La normativa europea ha fissato precisi obiettivi a cui istituzioni e soggetti coinvolti nell’intera filiera devono sottostare.
Smaltire correttamente i RAEE permette di riciclare importanti quantità di materie prime come il rame, l’acciaio, l’alluminio o la plastica che andrebbero a finire in una discarica. Queste apparecchiature possono essere riutilizzate per realizzare nuovi prodotti.

IMPIANTI DI TRATTAMENTO RAEE

I RAEE sia domestici che professionali vanno trattati correttamente e destinate al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, quali rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale.
I trattamenti di recupero vengono eseguiti al fine di poter bonificare i componenti da materiali pericolosi per la salute o per l’ambiente e di smaltirli correttamente. Si procede così al recupero di tutta la componentistica riutilizzabile (riassemblabile in prodotti rigenerati) e di tutti i materiali riciclabili tra le parti danneggiate o inutilizzabili.
Le attività di trattamento RAEE prevedono diverse fasi, quali:
messa in sicurezza o bonifica, ovvero asportazione dei componenti pericolosi
smontaggio dei sotto-assiemi e separazione preliminare dei materiali
lavorazione meccanica per il recupero dei materiali

IMPIANTI DI TERMOVALORIZZAZIONE E DI DIGESTIONE ANAEROBICA

Le apparecchiature RAEE non vengono recuperate energicamente né termovalorizzate.

Le schede elettroniche sono trattate senza essere sottoposte ad un processo di triturazione, mentre le emissioni gassose vengono trattate e trasformate in reagenti da impiegare nuovamente nel processo stesso, minimizzando in questo modo impatto ambientale e produzione di scarti.

TRATTAMENTO E SMALTIMENTO RAEE

I rifiuti RAEE prodotti a livello domestico devono essere portati presso isole ecologiche autorizzate.
I rifiuti RAEE invece prodotti in azienda o in ufficio devono essere consegnati ad una ditta autorizzata allo smaltimento apparecchiature RAEE.

GESTIONE E RACCOLTA RIFIUTI

Omologhe Rifiuti si occupa di riciclare e smaltire secondo specifiche procedure i RAEE PROFESSIONALI, considerati sia una fonte di inquinamento sia una risorsa di materiali utili e recuperabili per usi successivi.

TRAPORTO RIFIUTI
I trasportatori di Omologhe Rifiuti sono regolarmente iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
L’Azienda, in base al rifiuto che deve essere trasportato, controlla accuratamente che il trasportatore abbia tutte le autorizzazioni necessarie per il trasporto rifiuti speciali o urbani.

ADEMPIMENTI PER GESTIRE QUESTO RIFIUTO

Il numero dei rifiuti elettrici ed elettronici è in continuo aumento. Secondo i dati dell’ONU ogni persona getta 7 chili di rifiuti di questo genere ogni anno per un totale vicino ai 49 milioni di tonnellate. Per questo motivo si è resa necessaria una normativa rigida e dettagliata sulla gestione e lo smaltimento RAEE che in Italia trova il suo riferimento nel Decreto legislativo n.49 del 14 marzo 2014, emanato in attuazione della Direttiva europea 2012/19/EU.

Il produttore è tenuto a giustificare e mostrare tutta la documentazione relativa allo smaltimento del rifiuto, comprese autorizzazioni di intermediarti di trasportatori e di impianti.

Il formulario di identificazione dei rifiuti (cosiddetto FIR) è un documento di accompagnamento del trasporto dei rifiuti, effettuato da un trasportatore autorizzato, che contiene tutte le informazioni relative alla tipologia del rifiuto, al produttore, al trasportatore ed al destinatario.

Il FIR è uno dei tre strumenti – insieme al MUD, (cioè il modello unico di dichiarazione ambientale) e al registro di carico e scarico dei rifiuti previsti dal D.Lgs. n. 22/1997 (cosiddetto decreto Ronchi) e successivamente dal D.Lgs. n.152/2006 al fine di controllare e, per certi versi contabilizzare, il flusso della produzione dei rifiuti speciali.

La movimentazione dei rifiuti esclusivamente all’interno di aree private non necessita di compilazione del FIR.

NORMATIVA
La Direttiva Europea 2012/19/EU è stata recepita dal D.Lgs. 49/2014, modificata dalla vigente Direttiva Europea 2018/849, recepita in Italia con il D.Lgs. 118/2020 presente nel Pacchetto Economia Circolare Si tratta di “misure miranti in via prioritaria a prevenire la produzione di rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) ed inoltre al loro reimpiego, riciclo e ad altre forme di recupero in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire”.

L’obiettivo del decreto RAEE è quello di prevenire la produzione dei RAEE, ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti elettronici e potenziare il riciclo dei materiali.

CRITERI TEMPORALI O QUANTITATIVI PER LO SMALTIMENTO

Dal momento in cui un’apparecchiatura RAEE sia DOMESTICA sia PROFESSIONALE non è più funzionante o è evidentemente obsoleto, si rende necessario gestirne lo smaltimento. Non possono assolutamente essere gettate nella comune spazzatura, né essere abbandonate in discarica in modo incontrollato.
Lo smaltimento deve essere eseguito seguendo specifiche regole che limitino l’impatto ambientale dell’operazione e garantiscano un elevato livello di protezione della salute.
Omologhe Rifiuti si occupa della messa in sicurezza dei rifiuti evitando la dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente.

IMBALLO ADATTO
Queste apparecchiature non necessitano di un imballaggio specifico. Esse vengono imballate con lo stretch film, il quale viene stirato a freddo ed avvolto attorno al prodotto specifico.

SANZIONI

Il semplice abbandono o deposito di rifiuti (nonché l’immissione nelle acque) è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro.
Se si tratta di rifiuti pericolosi, come alcune elettrodomestici, la pena è aumentata fino al doppio. Basti pensare al gas presente nei frigoriferi, alle schiume isolanti nei condizionatori, al mercurio e ad altri elementi chimici.

In caso di abbandono di elettrodomestici pericolosi, la sanzione pecuniaria sarà molto pesante: potrà raggiungere un massimo di 6.000 euro.
Per “abbandono” si intende anche il semplice deposito nei pressi di un cassonetto.
Oltre all’abbandono di rifiuti la legge punisce chiunque, senza autorizzazione, si occupi della gestione dei rifiuti in tutte le sue fasi (raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione). Tutto ciò è considerato reato e, quindi, si incorrerà in una sanzione penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro.